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Chiesa di San GianuarioSubito di fronte alla chiesa di San Michele Arcangelo si erge la suggestiva facciata di San Gianuario martire.
Si pensa che in quest’area sorgesse nell’antichità un tempio pagano dedicato al Dio Serapide, ma oltre a qualche capitello, murato in riutilizzo, null’altro lo testimonia in modo certo.
La “sacralità” del luogo è comunque attestata dalla presenza di una sottostante necropoli che ha restituito sepolture databili al VII° - VI° sec. a.C.
Nell’alto medioevo sorgeva qui la potente abbazia di Santo Stefano, voluta dal conte Osmondo ma ultimata sotto il normanno Rinaldo di Malaconvenienza nel 1075.
Primo abate di Santo Stefano fu Radone.
Eco delle medievali contese tra gli abati ed i vescovi marsicani, è nella leggenda del trasporto a Marsico delle reliquie del Santo protettore della città.
Un antico giogo custodito nella chiesa è fatto risalire all’episodio secondo il quale il corpo di San Gianuario, rinvenuto sul monte Arioso, dopo il martirio fu affidato a due buoi sciolti che lo trasportarono davanti all’abbazia.
La potenza di quest’ultima andò scemando a partire dal 1602, quando Papa Clemente VIII° la trasformò in beneficio concistoriale di Santa Maria Maggiore in Roma.
L’abbazia di Santo Stefano cadde lentamente in rovina; e solo la chiesa, sfidando il tempo, è oggi fruibile in tutto il suo fascino.
Al suo interno sono presenti quattro colonne serapidee, che introducono le tre navate, a croce latina.
Oltre alle reliquie del Santo da cui prende il nome, la chiesa conserva, tra l’altro, numerose tele sei-settecentesche di autori del calibro di Simonelli, Mangieri e Peccheneda.
E’ qui pure un affresco medievale proveniente dalla chiesa di San Francesco, considerato tra le pitture più antiche della zona.
L’opera migliore è tuttavia il portale in pietra, sorretto da colonne in stile corinzio, sul quale sono presenti figure scolpite in bassorilievo raffiguranti vescovi ed abati medievali.
Nella nicchia sovrastante è collocato il busto di S. Stefano.
L’opera attribuita alla scuola di mastro Melchiorre da Montalbano è stata dichiarata monumento nazionale.




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